...per il recupero della memoria storica, per la difesa, il riscatto ed il futuro del popolo meridionale, per una vera rappresentatività politica del Sud...

lunedì 30 settembre 2013

de Magistris su Berlusconi e le conseguenze che dal governo ricadono su comuni e i cittadini...


riceviamo dall'Ufficio Comunicazione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e con condivisione postiamo :

“E' inaccettabile, sul piano della credibilità interna ed internazionale, che un paese come il nostro sia appeso politicamente al destino giudiziario di Berlusconi. Questo è un governo che nasce in modo anomalo e che ha avuto una presunzione di solidità tale da esser paragonato, da qualcuno, addirittura all'esperienza delle larghe intese tedesche, che invece sono ben altra cosa. Detto questo, da cittadino e da sindaco trovo comunque preoccupante e irresponsabile che ci possa essere un vuoto politico-istituzionale lungo. Servirebbe, a questo punto, un governo di scopo che lavori ad una nuova legge elettorale, perchè andare al voto con il sistema elettorale attuale significherebbe avere la stessa situazione politica di ingovernabilità odierna. Un governo di scopo che oltre alla nuova legge elettorale, poi, traghetti il paese in questa fase economica delicatissima, che vede in corso finanziaria e bilanci dei comuni, perchè si rischia il tracollo sociale ed economico del paese. Una fase di passaggio per arrivare al voto, in mancanza di una maggioranza parlamentare forte. Lo scenario nazionale è incerto, ma sono convinto che Napoli ce la farà da sola, come ha fatto 70 anni fa quando, sempre da sola, si è liberata dal giogo nazifascista con quelle Quattro giornate che proprio sabato abbiamo ricordato. Questa amministrazione non appartiene al pd o al pdl, non appartiene alle grandi coalizioni, ma è composta da persone che stanno lavorando e lavoreranno a testa bassa nell'interesse dei cittadini, perchè non ci interessa salvaguardare interessi giudiziari di qualcuno o spartizioni partitocratiche che hanno fatto parte anche di questo governo, basti pensare all'ultima vicenda della nomina dell'autorità portuale di Napoli”. Lo afferma il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. 

Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris

domenica 29 settembre 2013

LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI, …ma...


di Bruno Pappalardo

Nella Pietà di Michelangelo, la Madonna è coetanea se non più giovane del proprio figlio. Perché? Perchè  era il suo concetto di vita e divino.  La madonna  già sa, conosce da prima la tragedia che colpirà l’umanità e la vita terrena della propria carne. Lei è giovane quasi della età del suo concepimento.
Il figlio è là morto e la previsione s’è avverata, - la mano della madonna indica che è effettivamente s’è compiuto – Dunque viene legato il passato al futuro: la morte del figlio segnerà il destino degli uomini in avvenire. Si esclude il presente! IL triangolo (i tre angoli, le tre persone)che chiude la raffigurazione lascia fuori il vero dolore umano e la sua vera pietà. Non si legge lo strazio, l’afflizione in nessun punto della rappresentazione  se non la rassegnazione della Rivelazione.
E’, dunque lontana dalla iconografia tradizionale, la Vergine anziana afflitta col bambino tra le braccia.
Giunse, però, il Caravaggio a smontare l’ossatura compositiva dell’eterno binomio Donna-bambino,  - Madre-figlio.  Scompose, distrusse! Il bambino non è in braccio e la Madonna è una popolana. Vengono esaltati altri principi di estremo legame e divinismo. Dicono, gli stupidi, fosse dissacrante! Manifesta solo un’altro legame, o meglio la stessa cosa: il sacro è nel terreo uomo con sozzi vesti come il nero dei piedi, in primo piano, nella Madonna dei Pellegrini  
Ella è nelle forme e vesti consuete per quel tempo;…(questo concetto ha influenzato  moltissimo Napoli, dopo che Caravaggio vi lavorò  sull’iconografia rappresentativa del sacro nei presepi) La Vergine non è  in trono.  Non ha corone o vesti preziose ma esce sull’uscio di casa come chiunque. Non sovrasta nessuno. La centralità del quadro che, nella tradizione cristiana spettava al sacro, adotta invece
lo stipite d’una porta. I due pellegrini inginocchiati in preghiera mostrano dei piedi nudi e gonfi messi in primissimo piano.
Scandalo! Ma quei piedi dovevano essere gonfi e sporchi per forza perché il cammino era stato lunghissimo e non andavano nascosti ma mostrati.  Diventavano il simbolo stesso dell'ubbidienza e della devozione.   

La rappresentazione Madre-figlio (al di là della simbologia teologica) rappresenta da sempre il concepimento non solo del figlio ma dell’eterno amore, dunque della vita e della sua prosecuzione. Essa è ciò che è avvenuto, quello che è e che sarà  tra i cicli sanguiferi, sia ormonali che parametrici di una umanità di martiri dilaniati che soffre e uccide, fino allo sfinimento d’esso, ebbene, si perpetua nella vita di un fanciullo e di una donna dove è racchiuso l’Universo. Da esso sempre il movimentismo,  il gesto, i sentimenti, il BENE, il MALE, le infinite sfumature del nostro animo, la percezione aptica e carnale e la passione sensista et cetera. Dal dolore e dal Male della crocefissione d’un figlio si volle credere al BENE della salvazione umana.   
Così fu il 28 Settembre del ‘43, a Napoli, durante le quattro giornate di resistenza della città per scacciare le forze naziste,  ancora una volta avemmo una Donna ed unFanciullo che vollero riaprire un varco stretto tra il tufo perché del  sangue vigoroso e vivido  penetrasse nella città perché si rianimasse.

Una Donna, Maddalena Cerasuolo detta Lenina ed un FANCIULLO, un lazzaro, uno scugnizzo Gennarino Capuozzo,  ancora una volta  furono certi che il loro sacrificio ( forse per nulla cristiano ma solo soggetti assoluti di vitafosse un vitale lacciolo che potesse ancora legare il passato col futuro. 
Avemmo in  Via Santa Teresa degli Scalzi, sotto il roccione smisurato e verde di Capodimonte nuovamente una Madonna col Bambino, segno di un diverso laico divinismo,.. questa volta avvolti nel laticlavio rosso dell’olocausto
Sono nato su quella strada dove una nuova icone  germogliò, …il bambino davanti all’enorme  carro armato grigio che affronta sconveniente il confronto sapendo già del proprio futuro: il BENE    



Bruno Pappalardo 
Responsabile Sez. Guido Dorso Partito del Sud - Napoli

venerdì 27 settembre 2013

Lavori, cantieri...pochi ne parlano...






" Più qualità, più servizi, una Napoli più efficiente. Vi avevo promesso un autunno di grandi lavori, cantieri e manutenzione strade, perché finalmente erano arrivati i fondi. 
Grazie anche al piano di pre dissesto che la Giunta comunale di Napoli aveva messo a punto, per risolvere i problemi di liquidità prodotti da anni di cattive gestioni. Così è stato. 
Oggi, vi posto la nuova via Arenaccia, una delle arterie più importanti della città, rimessa a nuovo e restituita ai napoletani.
Abbiamo da poco chiuso i cantieri a via dei ciliegi a Chiaiano e a via Nicolardi; stiamo lavorando a via Manzoni e a via Santa Maria a Cubito e, a brevissimo, partiranno i lavori per via Emilio Scaglione.
C'è ancora tanto da fare e lo faremo. 
Siamo qui, per costruire con tutti voi, una Napoli migliore."

Luigi de Magistris

giovedì 26 settembre 2013

IL PARTITO DEL SUD ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 12 OTTOBRE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE




Il Partito del Sud risponde all'appello "La via maestra" lanciato l'8 settembre a difesa della Costituzione, per il testo completo si rimanda al link sopra, ed aderisce alla manifestazione del 12 ottobre a Roma promossa insieme all'appello, tra gli altri, da Don Ciotti, Landini e Rodotà

Come è scritto nell'appello "La difesa della Costituzione è innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. [...] Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa." 

Aggiungiamo che noi meridionalisti del Partito del Sud abbiamo sempre difeso, continuiamo e continueremo a difendere la Costituzione Repubblicana, di quella Repubblica nata sulle ceneri del fascismo e dell'indegna casa Savoia e chiediamo a gran voce il rispetto dell'Articolo 3, che se fosse stato in passato o se fosse applicato ancora oggi, avrebbe già risolto la "questione meridionale" , quella questione meridionale nata con la "malaunità" del 1861.
Al contrario di altri meridionalisti o presunti tali, in realtà spesso nostalgici e reazionari che si nascondono dietro paraventi meridionalisti, crediamo nei valori della Carta Costituzionale, anche se alcuni non sono stati mai applicati integralmente ne' dalla 1 ne' dalla cosiddetta 2 Repubblica. La Costituzione può essere riformata ed ammodernata di sicuro, ma nei modi già previsti dalla Costituzione stessa di cui per noi vanno sempre difesi i valori ed i principi fondamentali.

Per i nostri militanti e simpatizzanti invitiamo a riferirsi per contatto e coordinamento sul luogo alla mail della Seziona romana del Partito: 
contattando in questo modo il Vice Presidente nazionale Enzo Riccio. 

L'appuntamento è a Roma alle 14,00 del 12 ottobre 2013 in Piazza della Repubblica. 


PARTITO DEL SUD - sez. "Lucio Barone" Roma

mercoledì 25 settembre 2013

La grande bufala dell'italianità e della "svendita" di Telecom in un paese in declino



La notizia del passaggio di Telecom Italia alla spagnola Telefonica, che in realtà fin dal 2007 era diventato il principale azionista di TELCO che costituisce ancora oggi la cassaforte che controlla il gruppo telefonico, ha scatenato la solita ipocrisia all'italiana.
Chi parla di "svendita" dei pezzi migliori, chi parla di un segnale del declino italiano (e se ne accorgono solo ora?), chi fa finta di non sapere e rimanere sbalordito....tutto l'ignobile teatrino della politica italiota che da destra a sinistra cerca di strumentalizzare l'affare ma ha avuto le sue gravi responsabilità nel declino di un'azienda, un'azienda che era sana e macinava utili (li fa ancora oggi anche se di meno di prima...tutta un'altra storia rispetto al caso Alitalia che spesso viene impropriamente accostato) e che in 20 anni è stata spolpata da una privatizzazione mal riuscita e da gestioni indecenti, più attente ai ritorni finanziari di breve, che ad un progetto industriale di medio-lungo termine.
E così davvero Telecom Italia è diventata il simbolo di un paese oramai in declino, un paese dove manca una visione di futuro e si continua a perdere tempo in discussioni sterili come le faccende private o i processi di un faccendiere milanese, evasore fiscale e puttaniere conclamato che continua ad essere difeso da uno stuolo di irriducibili lacchè al nord come al sud (tra questi anche alcuni ignobili pseudo-meridionalisti...), spariranno tutti o quasi tutti quando uscirà dalla scena del potere, un pò come è successo con Craxi seguendo il solito stantio copione italico.

Ma in tutte queste dichiarazioni che rimbalzano freneticamente da destra a sinistra, in questi ultimi 20 anni chi ci ha ricordato che Telecom alla fine degli anni '90 aveva ca. 120.000 dipendenti come gruppo e di cui ca. 80.000 la sola capogruppo e poteva comprare Telefonica o fondersi con DT, oggi si sono ridotti a ca. 70.000 come gruppo e ca. 55.000 la capogruppo? Chi ha ricordato in questi anni l'OPA dei "capitani coraggiosi", incoraggiati dal D'Alema nazionale  all'epoca del governo di centro-sinistra, con il debito contratto con le banche per acquistare scaricato sull'azienda acquistata (il cosidetto "leverage buy-out" che poteva e doveva essere vietato se davvero si credeva ad un'azienda strategica per il paese)? 
Chi ha sottolineato infine la nefasta gestione di Tronchetti Provera, con l'appoggio del governo di centro-destra in un tacito patto di non belligeranza tra TLC e TV, che ha finito di spolpare, anche come capitale immobiliare, l'azienda? Pochi...pochissimi...alcune cose è vero che le ha dette in passato Beppe Grillo, ma non mi pare che il M5S stia facendo granché in Parlamento per indirizzare le questioni strategiche per il futuro tranne proteste simboliche e discussioni inutili anche per loro su presunti "traditori" interni.

Insomma il capitalismo in salsa italian-padana, quello dei capitalisti senza capitali e senza progetti, è fallito da un pezzo ed il compito del governo dovrebbe essere da un lato salvaguardare l'occupazione e dall'altro non rinunciare a politiche di sviluppo e controllo  su asset strategici come sicuramente è la rete d'accesso a banda larga e/o in fibra. Ci riuscirà il governo Letta che dice "vigileremo"? Onestamente ho i miei dubbi e l'unica cosa possibile è costruire l'alternativa meridionalista con una visione di futuro che partendo da Sud rivolti questo paese marcio e corrotto, parafrasando recenti dichiarazioni del sindaco Emiliano, visto che da Nord arrivano spesso disastri gestionali e corruttele, stavolta ripartiamo da Sud.


PRESIDENZA POLITICA NAZIONALE PARTITO DEL SUD

martedì 24 settembre 2013

La crisi al Sud e la retorica degli sprechi - da MicroMega



I luoghi comuni sul mezzogiorno italiano sono duri a morire. Ma una analisi attenta dei dati indica che non è vero che il Sud è inondato di risorse pubbliche e che l'incidenza dell'evasione fiscale è più alta al Nord. Il mezzogiorno è in realtà vittima della crescente concentrazione geografica del capitale e delle devastanti politiche di austerità. 

di Guglielmo Forges Davanzati


Gli ultimi rapporti SVIMEZ fanno registrare un declino dell’economia meridionale che appare, allo stato dei fatti, pressoché inarrestabile, con un’evidenza empirica che molto assomiglia a un bollettino di guerra. Nel 2012, le regioni meridionali nel loro complesso hanno subìto una contrazione del PIL nell’ordine del -3,2%, superiore di oltre un punto percentuale rispetto al resto del Paese. Il 2012 è stato il quinto anno consecutivo in cui il tasso di crescita nel Sud è risultato negativo: dal 2007 si è ridotto di oltre il 10%, quasi il doppio della flessione registrata nel Centro-Nord. Ciò a ragione della caduta dei consumi delle famiglie (-4,2% al Sud, a fronte del -2,8% al Centro-Nord), del crollo degli investimenti (-11% circa, a fronte del -5,4% al Centro-Nord), della riduzione delle esportazioni – soprattutto quelle indirizzate ai Paesi dell’Unione Monetaria Europea – e, non da ultimo, della riduzione della spesa pubblica. La spesa in conto capitale della pubblica amministrazione, a fronte di un obiettivo dichiarato del 45% sul totale nazionale, si è ridotta dal 40,4% nel 2001 al 35,4% nel 2007, giungendo al minimo storico del 31,1% nel 2011. Quest’ultimo dato è significativo giacché smentisce, con ogni evidenza, la visione dominante secondo la quale il Sud è inondato da risorse pubbliche. 

SVIMEZ registra anche che, nel 2013, a fronte di una previsione di riduzione del PIL nazionale nell’ordine dell'1,9%, il Mezzogiorno farà registrare una caduta del prodotto interno lordo pari al 2,5% contro il -1,7% del Centro-Nord. Le previsioni più ottimistiche indicano che, a fronte, di un modesto aumento del tasso di crescita in Italia nel 2014 (+0,7%), esso dovrebbe risultare nullo per il complesso delle regioni meridionali. 

E’ molto diffusa la convinzione stando alla quale l’arretratezza del Mezzogiorno dipende dalla sua scarsa dotazione di capitale sociale: elevata propensione alla corruzione, criminalità diffusa, scarsa attitudine al rispetto delle norme, elevata diffusione dell’evasione fiscale. Si tratta di tesi che non pienamente convincenti e comunque meno robuste di quanto si vuol far intendere. Per due ragioni:

1) Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, esistono al più tentativi di misurazione del “capitale sociale”. In assenza di una sua misurazione oggettiva, è sostanzialmente impossibile – se non per pura congettura – stabilire che il Mezzogiorno ha una bassa dotazione di capitale sociale ed ancor più difficile è stabilire una correlazione fra capitale sociale e crescita. Inoltre, se anche la tesi dominante fosse vera, risulterebbe molto arduo stabilire in quale direzione si muove il nesso di causalità: se, cioè, è il capitale sociale un prerequisito per la crescita o viceversa. Vi è di più. In quanto categoria per sua natura disomogenea, il capitale sociale non si presta neppure a una definizione univoca. 

2) Su fonte Banca d’Italia, si calcola che a fronte del fatto che, al Nord, in media, l’evasione fiscale e contributiva ammonta a circa 2500 euro pro-capite, nel Mezzogiorno l’imposto si assesta, su base annua, a circa 900 euro a testa. In termini percentuali, il tasso di evasione è del 14,8 al Nord e del 7,9 per cento al Sud. L’obiezione secondo la quale al Sud si evade meno perché il reddito pro-capite è più basso può essere ribaltata stabilendo che ci si aspetterebbe semmai maggiore evasione proprio dove i redditi sono più bassi. Né vale l’ulteriore obiezione secondo la quale l’evasione fiscale è relativamente bassa nel Mezzogiorno perché è maggiore l’occupazione nel pubblico impiego. E’ un’obiezione smentita dagli ultimi dati prodotti dalla Ragioneria Generale dello Stato, secondo la quale la maggiore incidenza dell’occupazione pubblica, fra le regioni italiane, si ha in Lombardia e in tutte le regioni meridionali il numero di occupati nella pubblica amministrazione è inferiore a quella del Centro-Nord. Incidentalmente, viene anche rilevato che, nelle regioni meridionali, è maggiore l’occupazione precaria nel settore pubblico. 

Il crescente impoverimento del Mezzogiorno può essere fondamentalmente imputato a due cause.

a) Vi è innanzitutto da considerare un meccanismo spontaneamente generato da un’economia di mercato deregolamentata, che ha a che vedere con quelli che vengono definiti effetti di causazione cumulativa. In altri termini, data una condizione iniziale di concentrazione dei capitali in determinate aree, i capitali collocati nelle aree periferiche trovano conveniente spostarsi in aree nelle quali – attraverso l’operare di economie di agglomerazione e di economie di scala (per le quali al crescere della quantità prodotta si riducono i costi di produzione) – possono ottenere maggiori profitti, perché è più alta la produttività del lavoro. Evidentemente, possono più facilmente migrare imprese di grandi dimensioni che, peraltro, trovano conveniente farlo in quanto competono innovando, e, per farlo, hanno bisogno di operare in ambienti nei quali sussistono le condizioni più favorevoli per generare flussi di innovazione: facile accesso al credito, esistenza di esternalità positive derivanti dall’attività di ricerca attuata da imprese già presenti in loco, presenza di Istituti di ricerca scientifica, ampia disponibilità di manodopera qualificata. Questa dinamica determina crescenti divergenze regionali: in alcune aree si producono beni ad alta intensità tecnologica, nelle aree periferiche (Mezzogiorno incluso) le imprese – di norma di piccole dimensioni e poco esposte alla concorrenza internazionale – competono mediante compressione dei costi, e dei salari in primo luogo. La crescente concentrazione geografica dei capitali si associa a crescenti flussi migratori, che interessano prevalentemente giovani con elevato livello di istruzione. In tal senso, la ripresa dei flussi migratori dal Mezzogiorno è da leggersi come un trasferimento netto di produttività verso le aree centrali dello sviluppo capitalistico. 

b) Negli ultimi anni, il fenomeno è stato accentuato dalle politiche di austerità. La riduzione della spesa pubblica (soprattutto nel Mezzogiorno) e l’aumento dell’imposizione fiscale su famiglie e imprese hanno ristretto i mercati di sbocco, generando riduzione dei profitti e fallimenti. L’aumento del tasso di disoccupazione e la riduzione dei salari sono state le ovvie conseguenze di queste scelte. 

L’inversione di rotta – come, peraltro, invocato da SVIMEZ – richiederebbe ingenti investimenti pubblici nelle aree meridionali, ovvero fare politica industriale (si osservi che la minore divergenza del PIL pro-capite fra Nord e Sud si è avuta negli anni nei quali era operativa la vituperata “Cassa del Mezzogiorno”). E’ difficile aspettarsi che i soli flussi turistici – peraltro localizzati in poche aree del Mezzogiorno e, per loro natura, estremamente volatili – possano, da soli, contribuire significativamente a ridurre il dualismo. 

Fonte :  MicroMega

sabato 21 settembre 2013

Al PAN il Festival del giornalismo giovane - Intervento di de Magistris con chiare note meridionaliste





Intervento di Luigi de Magistris ieri, Venerdi 20/10/2013, al termine della prima giornata delle tre in programma al PAN (Museo delle Arti) di Napoli del Festival del Giornalismo Giovane con dichiarazioni esplicitamente meridionaliste applaudite dal folto uditorio. Presente il Partito del Sud con il Vice Presidente Nazionale Andrea Balìa e il dott. Fabio Pascapè (Socio Onorario del PdelSud) Presidente del PAN. 
Il sindaco di Napoli ha evidenziato "la necessità d'un giornalismo indipendente non al soldo di giornali proprietà di padroni quasi sempre in palese conflitto d'interesse. Giornalismo che pur non dovendo rinunciare ad evidenziare problematiche dei territori e delle città, non si comprende perchè nel caso di Napoli e del Sud tenda ad evidenziare solo le negatività non sottolineando mai gli aspetti positivi. Cosa che fa riflettere su un'irrisolta Questione Meridionale risalente come data di nascita agli anni 1860/1861 e agli eventi e conseguenze dell'Unità d'Italia"



Partito del Sud - Napoli

venerdì 20 settembre 2013

Dichiarazioni dure ma condivisibili di Michele Emiliano...


a proposito di gioco d'azzardo....

Michele Emiliano :

"Il nostro Governo continua a puntare sul gioco d'azzardo e favorisce le aziende del settore con un impresentabile condono che riduce sanzioni a loro carico da quasi 90miliardi di euro a 600mila euro. Nessuno ha risposto e nessuno pensa di rispondere. Nè da parte del PDL nè da parte del PD. Uniti in tutto. Poveri noi."



"A questo punto il sindaco, in un passaggio durissimo, attacca frontalmente il premier, «oppure, signor Presidente, saremo costretti a far giocare d’azzardo tutti i disperati che stiamo producendo solo per incassare gli otto miliardi di euro che fruttano allo Stato le concessioni alle ditte private del settore? I sindaci italiani hanno fatto addirittura uno spot per spiegare a tutti la devastazione sociale (e i costi milionari per il welfare comunale e regionale delle conseguenze del gioco d’azzardo patologico) e voi – proprio nel decreto sulla soppressione della rata IMU di settembre – non trovate altro sistema per coprire l’ammanco dell’IMU che favorire queste imprese socialmente pericolose con un condono a prezzi stracciati?»."

Fonte : www.vita.it

mercoledì 18 settembre 2013

Ricominciamo da Sud !!




di Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud


Siamo ormai in un mondo alla rovescia, dove le richieste dei cittadini di rispetto della Costituzione Repubblicana ( art. 138) vengono non solo bellamente ignorate, ma addirittura definite demagogiche ed additate come sovversive da una parte di quella stampa che per professione dovrebbe informare i cittadini, per non parlare poi di quei politici per cui il rispetto della legge è solo un fastidioso optional, come ci insegna spesso la cronaca quotidiana.

La virtù repubblicana è additata a colpa, le inemendabili bassezze di buona parte della attuale classe politica elevate a baluardo contro il degrado democratico ed economico, quando ne sono invece spesso la prima causa.

Vorrebbero che i responsabili principali della catastrofe, ben rinchiusi e protetti nei loro inaccessibili palazzi, venissero incensati come statisti e salvatori della patria, vorrebbero solo sudditi adoranti ai loro piedi , ma se continueranno così la volontà dei cittadini e la conseguente rivolta morale li seppellirà democraticamente facendone piazza pulita.

In un paese in cui un’emergenza chiama l’altra quotidianamente, senza che l’emergenza precedente sia risolta, è chiaro che ormai stiamo arrivando al redde rationem.

Vergognoso ed esemplificativo di questo quanto successo a seguito del discorso del Sindaco di Bari, Michele Emiliano, all’inaugurazione della 77^ Fiera del Levante di Bari.

A sentire i vari telegiornali, ad ascoltare le interviste dei vari politici e commentatori di turno, che osannavano la presenza del Presidente Letta, ci sembrava di aver capito che Michele Emiliano avesse fatto un discorso al limite della “sovversione” dell’ordine costituito. Abbiamo provato a leggerlo e rileggerlo, ma non abbiamo trovato nelle sue parole nulla di particolarmente pericoloso per la democrazia, anzi, a meno che dire: “è meglio andare a votare il prima possibile", “i partiti facciano al più presto la riforma della legge elettorale”, “si abbandoni il progetto di modifica dell’art.138 della Costituzione”, e a proposito di Euro “Siamo assieme ad altri Paesi dell’Eurozona una nazione sotto usura”, non siano ormai frasi ritenute sovversive e pertanto non pronunciabili.

Possiamo fare tutte le valutazioni del caso su queste affermazioni, ognuno può dire la sua opinione liberamente apportando il suo contributo di idee, ma dire che tutto ciò non può essere detto ci sembra, in un paese democratico, illogico e pericoloso.

A nostro avviso il ricorso alle elezioni sarebbe invece doveroso proprio per la tenuta democratica del paese, di fronte a questo incredibile e improponibile governo dell’inciucio, dare la parola ai cittadini con il voto è prassi normale in un paese democratico, se il nostro lo è ancora. Altrettanto dicasi per la modifica dell’Art.138 della Costituzione, come già da noi affermato più volte negli ultimi mesi, una eventuale modifica deve seguire le regole e, a nostro avviso , non può essere fatta da un parlamento di nominati. Per l’euro poi bisognerebbe prevedere quanto meno una rinegoziazione dei Trattati.

Non capiamo poi perché un Sindaco di una città metropolitana capoluogo di un’importante regione del Mezzogiorno non possa dire la sua a proposito dei tanti problemi del sud ad un Presidente del Consiglio e a una platea che difficilmente ascolterebbe tali questioni se non di fronte al pubblico fatto compiuto.

Ed infatti il Presidente Letta, stimolato dalla parole del Sindaco Emiliano, ha richiamato nel suo discorso la necessità di mettere al centro del rilancio nazionale il Sud.
Ora lo aspettiamo alla prova dei fatti, quando vedremo che la quantità di investimenti tra centro sud e centro nord, da parte del nostro Paese si andrà ad equilibrare, così come dovrebbe essere in un paese normale e secondo legittima prassi, in un paese in cui qualcuno vorrebbe, senza seguire le regole, cambiare la Costituzione che sancisce anche questo.

In tutto ciò a noi del Partito del Sud è particolarmente piaciuto quanto detto dal Sindaco Emiliano, parole che vorremmo sentire pronunciare più spesso dai nostri politici, parole chiare e coraggiose, lanciate da Bari, legate anche alle tante altre emergenze da risolvere e che accomunano tutto il meridione:

 “ operai rimasti uccisi sul lavoro a Lamezia Terme, come quello dei cittadini di Taranto a causa dei veleni dell’ILVA, e di quelli di Priolo e di Gela, della provincia di Caserta ammazzati da tumori di mafia e di industria che, per guadagnare smisuratamente, hanno colluso tra loro per rendere sterile ciò che al Sud era fertile.”
“Drammi che richiamano quelli delle famiglie degli operai della Bridgestone e della OM, fabbriche delle quali abbiamo il dovere di scongiurare la chiusura.”
“Rimbocchiamoci le maniche e spendiamo il danaro necessario a ricostruire l’Aquila ed a terminare le grandi opere infrastrutturali che davvero servono al Paese.”
“Realizziamo in fretta la nuova tratta ferroviaria Bari – Napoli, raddoppiamo la linea adriatica laddove è ancora a un binario e velocizziamola.”
 “Semplifichiamo le procedure e variamo la legge sulla bellezza, sullaricostruzione dei paesaggi deturpati che sindaci del Sud e Legambiente hanno proposto, prevedendo gravi sanzioni penali per i ladri di paesaggio che portano al nord muretti a secco e ulivi secolari dalla Puglia.
“Puniamo severamente tutti coloro che esercitano violenza sulla bellezza nazionale prevedendo l’arresto in flagranza per deturpatori, inquinatori, scaricatori di immondizie abusive, vandali urbani e parcheggiatori abusivi.” 
Potenziamo il trasporto pubblico.”
Schiacciamo le mafie che stanno ammorbando il Paese, ricostruiamo rigore eseverità nella gestione di ogni fase della vita quotidiana e amministrativadelle nostre comunità.”
“Diamo spazio alla cultura e alla creatività, alla ricerca scientifica, sfruttiamo il nostro patrimonio per trasformare il Sud nella capitale della cultura europea, a partire da Taranto, ideale candidata a questo ruolo per il 2019.”

Sulle parole pronunciate sabato scorso a Bari dal Sindaco Emiliano si può iniziare a ripensare una politica concreta e diversa dall'attuale per il Sud, una politica che dia risposta e soluzione alle tante emergenze che attanagliano il Meridione e la sua gente, spesso nel disinteresse degli “strateghi” della politica nazionale.

Ricominciamo da Sud !!

martedì 17 settembre 2013

Quattro giornate di Napoli, al via le celebrazioni dell'anniversario !




Il programma delle celebrazioni per il 70/esimo anniversario delle «Quattro giornate di Napoli» è stato presentato al Comune di Napoli dall'assessore alla cultura Nino Daniele e dal professor Guido D' Agostino, presidente dell' Istituto campano per la storia della Resistenza.

Diverse le iniziative previste: tra esse «L'Università ricorda», una lettura di «testimonianze e documenti del tempo» a cura degli studenti dell' Università Federico II, il 26 settembre alle ore 10.

Il museo ed archivio storico del Teatro San Carlo proietterà il 28 settembre a Palazzo Reale scene del film «'O sole mio», ambientato nella Napoli delle «Quattro Giornate», nell' ambito del convegno su «Tito Gobbi e Napoli», a 100 anni dalla nascita del baritono ed attore. 

Il Comune di Napoli, su iniziativa del sindaco Luigi De Magistris, sta realizzando al Cimitero monumentale di Poggioreale, il restauro della tomba della medaglia d'oro Enrico Forzati, che nel settembre 1943 si offrì al posto di altri condannati e fu fucilato dalle truppe tedesche.

Fonte : www.ilmattino.it

sabato 14 settembre 2013

Fiera del Levante, Michele Emiliano a Letta: E poi ricominciamo da Sud !


bari-michele-emiliano
Pubblichiamo molto volentieri l’intervento del Sindaco di Bari Michele Emiliano all’inaugurazione della 77^ Fiera del Levante di Bari.
Lo pubblichiamo per tre motivi sostanziali
- Il discorso è stato costruito con il contributo di tutti i cittadini attraverso una precisa richiesta in tal senso del Sindaco.
- Il Sindaco ha fatto proprie le istanze reali dei territori
- Il discorso di Emiliano è stato profondamente Meridionalista e si è fatto portavoce delle istanze del sud.
Noi, ovviamente, per questo lo ringraziamo… Buona Lettura !
PdelSUD
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77^ FIERA DEL LEVANTE Cerimonia inaugurale – Intervento del Sindaco di Bari Michele Emiliano 
Do a tutti il benvenuto, in particolare al Presidente del Consiglio.
Ringrazio tutti quei cittadini con i quali ho preparato questo discorso utilizzando i social network, grazie di cuore della vostra attenzione e della vostra partecipazione!
Vorrei dedicare questa giornata inaugurale della Fiera del levante a due donne straordinarie, Paola Labriola ed Eleonora Cantamessa, medici caduti nell’adempimento del dovere, nell’atto di amare il prossimo attraverso l’esercizio della loro professione.
Queste due persone meravigliose hanno affrontato un vero e proprio martirio, morendo sole, contrapposte a forze smisurate in rapporto alla loro capacità di autodifesa, sorprese dalla malvagità di quegli stessi esseri umani cui avevano dedicato la loro vita.
Un martirio il loro, come quello del magistrato Rosario Livatino, il cui anniversario della morte ricorre tra pochi giorni, come quello dei tre operai rimasti uccisi sul lavoro a Lamezia Terme, come quello dei cittadini di Taranto a causa dei veleni dell’ILVA, e di quelli di Priolo e di Gela, della provincia di Caserta ammazzati da tumori di mafia e di industria che, per guadagnare smisuratamente, hanno colluso tra loro per rendere sterile ciò che al Sud era fertile.
Drammi che richiamano quelli delle famiglie degli operai della Bridgestone e della OM, fabbriche delle quali abbiamo il dovere di scongiurare la chiusura.
Eleonora, come molti semplicemente la chiamavano, è stata uccisa da cittadini indiani che avevano fatto degenerare una lite per futili motivi.
E la sua mamma ha ieri avuto la forza, l’intelligenza, la fede in Dio, per dire “ora l’India pensi ai nostri Marò e ai loro familiari, che a casa piangono nell’attesa del loro ritorno”, senza neanche farsi sfiorare dal pensiero che la pelle nera degli autori dell’orrendo crimine avesse un qualche significato.
Inserisca, la prego, tra le priorità del suo Governo l’incredibile vicenda di Salvatore Girone e di Massimiliano Latorre!
Signor Presidente del Consiglio, questa è l’Italia, questo è il tricolore, questo è un inno nazionale, non ciò che si sfrutta per patetiche ragioni di marketing politico.
Queste sono le persone che governiamo e questi sono gli italiani, e tanti, il loro martirio lo subiscono tentando disperatamente – oltre che di vivere in questa società difficile – anche di pagare tasse che i nostri governi buttano nella voragine di un debito pubblico che nessuno riesce veramente a fermare.
Siamo assieme ad altri Paesi dell’Eurozona una nazione sotto usura, che lavora per pagare i tassi d’interesse che servono per procurarci sul mercato una moneta straniera, l’Euro, che diventa sempre più cara man mano che la nostra economia, il nostro PIL crolla. E che il PIL sia crollato di quasi cinque punti nel tempo dei governi delle larghe intese è un dato di fatto.
Andrea Bonanni su Repubblica scrive che fino a luglio 2013 il fabbisogno finanziario cumulato è di 51 miliardi (pari al 3,3% del PIL), in aumento di quasi 28 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2012.
La BCE, puntualmente, lo ha rilevato.
Mi aspetto delle risposte da Lei, Signor Presidente, su questo punto. Non solo come cittadino, ma anche come sindaco di una città che è tra le più virtuose per spending review. Me le aspetto come vice presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani, il comparto che in questi anni ha maggiormente contribuito alla riduzione della spesa pubblica per circa 13miliardi di euro ogni anno. Chiedo risposte perché, da sindaco, devo darne, ogni giorno, a cittadini sempre più disperati e inferociti.
Il crollo del 5,2% della produzione industriale di beni durevoli in Italia dimostra che l’intero sistema produttivo, che fu l’orgoglio del nostro Paese nel dopoguerra, viene progressivamente smantellato senza che gli italiani ottengano nulla in cambio.
Possibile che i politici europei non riescano a ragionare con la loro testa e a capire che l’inflazione non è sempre l’unico nemico col quale si ha a che fare e che la recessione e la disoccupazione sono assai più pericolose e devastanti?
I nostri redditi, e conseguentemente i nostri consumi, sono tornati a 25 anni fa, dice l’unione della Camere di Commercio Italiane, e le spese obbligatorie, bollette, casa, assicurazioni sono raddoppiate rispetto al 1992, tanto da far loro affermare che “la ripresa sta arrivando, ma i redditi delle persone non se ne sono accorti”.
E se non ci sono redditi, non c’è entrata fiscale, e se non c’è entrata fiscale i nostri conti peggiorano; e chi deve prestarci la valuta ci chiede tassi più alti, e dunque siamo costretti ad aumentare la pressione fiscale intaccando il risparmio senza investimento per la competitività che produca reale aumento della ricchezza.
Oppure, signor Presidente, saremo costretti a far giocare d’azzardo tutti i disperati che stiamo producendo solo per incassare gli otto miliardi di euro che fruttano allo Stato le concessioni alle ditte private del settore?
I sindaci italiani hanno fatto addirittura uno spot per spiegare a tutti la devastazione sociale (e i costi milionari per il welfare comunale e regionale delle conseguenze del gioco d’azzardo patologico) e voi – proprio nel decreto sulla soppressione della rata IMU di settembre – non trovate altro sistema per coprire l’ammanco dell’IMU che favorire queste imprese socialmente pericolose con un condono a prezzi stracciati?
Bisognerà, inoltre, dire agli italiani che la SERVICE TAX non esiste ancora e che non è affatto certo che il suo importo sia inferiore a quello dell’IMU più l’attuale TARES, TARES che un governo composto dagli stessi partiti, aveva sostituito alla TARSU solo pochi mesi fa.
E poi c’è chi si lamenta della delegittimazione della politica?
Ricominciamo daccapo Presidente, raccontando agli italiani tutta la verità, nient’altro che la verità.
Ricominciamo dalle tante meravigliose persone che vogliono città giuste, accoglienti, multietniche, pulite, ordinate, sicure, con giardini ben curati e strade asfaltate senza dover subire salassi fiscali.
Ricominciamo dalla riforma della giustizia uguale per tutti, apriamo la discussione, glielo dico da magistrato, sulla separazione delle carriere e sulla responsabilità civile dei magistrati che già esiste – al di là di ciò che si racconta – ma che deve essere resa più efficace a tutela di coloro che subiscono ritardi o errori giudiziari, sulla opportunità che i magistrati che entrano in politica rientrino in funzioni diverse da quelle giudiziarie. Il superamento di questa fase politica renderà più facile questa delicata discussione.
Rendiamo veloci i processi, meno costosi per i non abbienti, rapido il recupero del credito, costruiamo nuove carceri civili per gli agenti di custodia e per i detenuti che non riusciamo a rieducare. Ricominciamo concedendo a Bari l’Ospedale Bonomo per supplire all’emergenza giudiziaria antica e moderna. I suoi Ministri Mauro e Cancellieri, che sono andato a trovare, sono pronti a portare a termine queste importanti azioni. Progettiamo una nuova e ipertecnologica caserma per la Brigata Pinerolo e cediamo le altre caserme che possono trasformare l’urbanistica della città migliorandola. Ricominciamo commissariando subito l’ILVA, valutando poi l’ipotesi di nazionalizzarla per disastro ambientale, versando o pretendendo dalla proprietà la differenza tra il valore degli impianti e il danno da essi arrecato allo Stato, alla Città di Taranto ed ai tarantini, ignorati da tutti nelle loro ragioni.
Non si risponde a un ricatto occupazionale verso i Magistrati, dicendo che tanto per gli operai c’è la cassa integrazione e che le acciaierie ILVA non rientrano nella nozione di disastro ambientale.
Ricominciamo esentando subito la spesa sociale e quella per la sicurezza dal patto di stabilità e consentiamo alle città virtuose, tra le quali certamente quella di Bari, di poter spendere nel contrasto alla povertà i soldi che già hanno in cassa senza aumentare la pressione fiscale.
Rimbocchiamoci le maniche e spendiamo il danaro necessario a ricostruire l’Aquila ed a terminare le grandi opere infrastrutturali che davvero servono al Paese. Realizziamo in fretta la nuova tratta ferroviaria Bari – Napoli, raddoppiamo la linea adriatica laddove è ancora a un binario e velocizziamola.
Semplifichiamo le procedure e variamo la legge sulla bellezza, sulla ricostruzione dei paesaggi deturpati che sindaci del Sud e Legambiente hanno proposto, prevedendo gravi sanzioni penali per i ladri di paesaggio che portano al nord muretti a secco e ulivi secolari dalla Puglia.
Puniamo severamente tutti coloro che esercitano violenza sulla bellezza nazionale prevedendo l’arresto in flagranza per deturpatori, inquinatori, scaricatori di immondizie abusive, vandali urbani e parcheggiatori abusivi.
Potenziamo il trasporto pubblico, come abbiamo fatto a Baricon l’aiuto della Regione, costruendo ben due metropolitane già entrate in esercizio, e iniziando la costruzione della terza.
Attacchiamo la crisi mettendo a profitto l’occasione dell’EXPO di Milano e riconnettiamo a quell’evento tutte le più importanti città italiane sede di Fiere, come era stato promesso negli anni scorsi. Se dobbiamo pensare alle Olimpiadi non diamo per scontato che l’unica concorrente possibile sia Roma, potendo dar vita con i tre politecnici italiani alla progettazione delle Olimpiadi meno costose e più utili della Storia, in modo che servano per collegare bene tra loro tutte le città metropolitane che ben possono ospitare parte dei giochi.
E poi ricominciamo da Sud.
Schiacciamo le mafie che stanno ammorbando il Paese, ricostruiamo rigore e severità nella gestione di ogni fase della vita quotidiana e amministrativa delle nostre comunità. Diamo spazio alla cultura e alla creatività, alla ricerca scientifica, sfruttiamo il nostropatrimonio per trasformare il Sud nella capitale della cultura europea, a partire da Taranto, ideale candidata a questo ruolo per il 2019.
Bari vuole collaborare a questa sfida mettendo a disposizione i teatri Petruzzelli, Margherita, Piccinni e Kursaal Santalucia, così come la rinnovata Fiera del Levante, della quale le parlerà senz’altro il nuovo Presidente Patroni Griffi che abbiamo fortemente voluto; e la Caserma Rossani, che grazie al Patto per Bari stipulato con la Regione, diventerà il motore verde della città in connessione con il Central Park di più di 30 ettari, progettato dal Maestro Massimiliano Fuksas nelle aree dismesse della stazione centrale e attuato in collaborazione con RFI.
Ma per fare tutte queste cose e le tante altre che sarebbero necessarie e che non ho il tempo di citare, dobbiamo andare al più presto alle elezioni per far validare le scelte di governo agli elettori.
Rispetto a ognuno dei sogni che abbiamo davanti, si frappone la debolezza della attuale coalizione di governo che, di fronte a veti anche di natura provinciale e personale, sembra essere incapace di portare a termine i propri pur volenterosi intendimenti.
Attendere ancora può mettere il nostro Paese in grave pericolo.
Sono certo che chi autorevolmente pensa diversamente e ritiene che resistere ad ogni costo in questa situazione di immobilità sia l’unico sistema per salvare l’Italia, non si convincerà facilmente.
Ma proprio per questo è doveroso mantenere aperta la discussione, insistere nei propri convincimenti, argomentarli, ascoltare le risposte, valutare pro e contro di ogni soluzione.
Si cambi, dunque, subito la legge elettorale, come segno di buona fede dei partiti, la si costruisca in modo che offra agli italiani un vincitore certo e per ottenere questo risultato non c’è altro mezzo che copiare la legge elettorale dei sindaci, con doppio turno di ballottaggio. Eleggeremo finalmente un Presidente del Consiglio e una maggioranza certa su un programma determinato.
Solo allora sarà possibile mettere mano alla Costituzione, che non può essere cambiata da chi non è stato votato col preciso mandato di mutarla.
Si abbandoni il progetto di modifica dell’art.138 che è norma simbolo del carattere rigido della nostra Costituzione, voluta dai padri costituenti.
Se davvero questo fosse possibile subito, sarebbe facile dimostrare che mi sbaglio nel considerare già chiusa questa legislatura.
Basterebbe cominciare a governare cambiando veramente l’Italia, che ormai è una Torre di Babele prossima a crollare a causa del delirio di ragioni personali che non interessano il bene pubblico.
Liberarsi del passato è gesto che potrebbe facilmente essere fatto subito, dimostrando di avere imparato la lezione della Storia.
Io mi fermo qui. Non solo in questo discorso, che è il decimo del mio mandato e quindi l’ultimo.
Voglio cogliere l’occasione del discorso più importante dell’anno per ringraziare tutti, anche coloro che mi hanno fortemente contrastato, per avere comunque partecipato alla sfida più difficile della mia vita, che sento in cuor mio di avere superato ascoltando tutti senza avere mai abdicato di un millimetro alla mia concezione del dovere verso la mia coscienza, verso la mia città, verso la mia Patria.
Viva la Fiera del Levante, viva l’Italia, viva la città di Bari!
Michele Emiliano

Lo cunto sbagliato di Gigi Di Fiore



di Gigi Di Fiore

 Lo cunto sbagliato

Quale strano scherzo trasforma un territorio in inferno? Quali menti masochistiche stravolgono terreni, aria, vita? Visitare l'area più violentata della terra dei fuochi è una scommessa con la tolleranza degli occhi e del cuore: Taverna del Re, Resit, Masseria del Pozzo, Cava Giugliano. Sembrano nomi usciti fuori da una delle novelle di Giambattista Basile. Invece sono toponimi da paesaggio lunare.

Raccontai Taverna del Re e il suo cumulo montagnoso e putrido di ecoballe tanti anni fa. Poi sono stato per Il Mattino alle proteste contro le cave, ai sit in frequentati sempre da troppa poca gente. Caivano, Giugliano, Parete, Villa Literno, Acerra. Le storie della degenerazione sono state sin troppo raccontate per ripeterle: i rifuiti tossici in arrivo dal nord, la scelta di insediare da queste parti discariche, luoghi di stoccaggio di ecoballe, aree di compostaggio rifiuti.

Era la patria della mela annurca, è diventata il rifugio privilegiato del consumo avariato che non si sa dove portare. Era la patria delle fiabe di un illustre nativo giuglianese, Gianbattista Basile. E' diventata la città-territorio dove sempre più è vietato sognare. Basile è sepolto nella chiesa di Santa Sofia a Giugliano, chissà cosa scriverebbe oggi. Di certo, non fiabe.

E chissà se Scipione l'Africano avrebbe il coraggio di scegliere questo territorio come suo luogo di ozi. Liternum, vicino al lago Patria, è ricco di reperti archeologici da scoprire. Pochi lo sanno, tanti lo hanno tenuto nascosto per trafugarvi oggetti antichi.

Chissà come venne in mente a Massimo Troisi di girare le scene della disperazione di Lello Arena in "Scusate il ritardo", nella stazione di Giugliano-Qualiano. Allora, i Casalesi erano ancora roba per pochi giornalisti, le discariche e le ecoballe sembravano parole di fantasia.

L'Istituto superiore della sanità dice che la bonifica nell'area che parte da Tre Ponti di Parete e arriva alla Resit è difficile da realizzare. Ma lì si muore di cancro a 40 anni, i bambini nascono con malformazioni e tanti sostengono che è difficile stabilire il rapporto di causa ed effetto tra l'aumento dei tumori e la presenza di diossina e sostanze inquinanti interrate da anni.

Parlano gli alberi neri e rinsecchiti, le mele morte, i cavolfiori di colore innaturale. La camorra, le speculazioni di imprenditori, molti del nord, senza scrupolo, l'assenza di amministratori locali con la vista lunga. Qui si sversa di tutto e da tanti posti. Poi, ci si mette la gente, quella senza volto e nome indefinito. la gente che scarica amianto, carcasse di frigoriferi, vestiti, liquame per le strade. Terra dei fuochi, perchè chi non ne può più di vedere crescere quelle montagne di merda in putrefazione vi dà fuoco,

Forse ci si è incartati, forse sarebbe necessaria un'evacuazione di massa e una bonifica costosissima. Giugliano, altra italia, città terza per popolazione in Campania. Qui è difficile riuscire ancora a pensare a "lo trattenemiento de peccerille". L'arte si è fatta cronaca, la prosa si è inquinata di brutture, male, puzza. Basile non aveva sbagliato il suo cunto. Ma non aveva immaginato che, cinque secoli dopo, la sua terra si sarebbe ridotta in un inferno. Con la mano degli uomini.

Fonte: Il Mattino