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domenica 6 novembre 2011

"In nome di Dio, vattene". Il Financial Times implora Berlusconi !



Durissimo editoriale sul quotidiano della City: "Dopo vent'anni di inutile show, solo un cambio di leadership può ridare credibilità all'Italia". Il Guardian: "Silvio simbolo grottesco di un'era"


LONDRA - "In nome di Dio, vattene! Solo un cambio di leadership può ridare credibilità all'Italia". Non è la prima volta che il Financial Times pubblica un editoriale in cui auspica le dimissioni di Silvio Berlusconi. Ma non lo aveva mai fatto con un linguaggio così forte ed esplicito, per l'esattezza una citazione da Oliver Cromwell, il rivoluzionario inglese che rovesciò la monarchia e fece decapitare il re. Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla gravità della situazione e sulla preoccupazione della comunità internazionale per quanto sta accadendo a Roma, l'uso di simili parole e metafore da parte del quotidiano della City, voce di banche e mondo finanziario, più autorevole giornale d'Europa, li spazza via definitivamente.

Al summit del G20 di Cannes, afferma l'editoriale (non firmato, dunque espressione della direzione e della proprietà del Financial Times), "i più potenti leader del mondo si sono ritrovati impotenti di fronte alle manovre di due primi ministri", Papandreu e Berlusconi, fra loro molto simili: "entrambi hanno una maggioranza parlamentare che sta scomparendo, entrambi litigano con il proprio ministro delle Finanze, entrambi hanno la tendenza a non mantenere gli impegni".
Ma c'è, avverte l'articolo, "una importante differenza: il debito pubblico italiano, avendo raggiunto quota 1900 miliardi di euro, è così alto da potere destabilizzare l'economia mondiale ben più di quanto può fare quello di Atene". L'editoriale elenca i punti chiave della crisi italiana per poi proseguire: "E' una buona cosa che il Fondo Monetario Internazionale abbia ora il monitoraggio dei progressi di roma sulle necessarie riforme. Ma ciò rischia di essere insidiato finché l'Italia mantiene il suo attuale leader. Dopo essere stato incapace di riformare il paese in due decenni in politica, Berlusconi non ha la credibilità per realizzare un cambiamento significativo". Sarebbe ingenuo pensare che, dimessosi Berlusconi, l'Italia riguadagnerà immediatamente la piena fiducia dei mercati, continua il Financial Times. "Ma un cambio di leadership è ugualmente imperativo. Un nuovo premier impegnato a fare le riforme potrebbe riassicurare i mercati. Ciò renderebbe più facile per la Banca Centrale Europea continuare il suo programma di acquisto di titoli di stato". E l'editoriale si conclude così: "Dopo vent'anni di uno show inefficace, le uniche parole da dire a Berlusconi sono quelle usate da Oliver Cromwell. In nome di Dio, dell'Italia e dell'Europa, vattene!"



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